Festivaletteratura

Mi devo scusare per la mia prolungata assenza, ma purtroppo sono stato malato e poi successivamente sono andato al festival della letteratura di Mantova. Oggi volevo parlarvi proprio di questo fantastico Festival che si svolge appunto a Mantova generalmente ai primi di settembre. Semplicemente: mi piace! Tutto è organizzato tramite eventi con autori, scrittori, editor… Si parla soprattutto di libri ma non mancano divagazioni di ogni genere. In sostanza però, bisogna fare tanta, tanta, tantissima fila per riuscire ad assistere ad un qualsiasi evento e aggiungete altri tre “tanto” per quelli ai quali si presentano personaggi di spicco quali: Zucconi, Galimberti ecc… Certo, potete sempre prenotare i biglietti ma peccato che abbiano già scoperto l’acqua calda… Su internet vanno a ruba e poi esistono certi “Soci Filofestival” che oltre ad aver la possibilità di poter prenotare prima i biglietti hanno anche sconti su praticamente tutto ciò che regna durante il Festivaletteratura. Nonostante tutto ciò, resta comunque un’esperienza da provare. Ci ritornerei altri dieci anni solamente per l’atmosfera. Avete presente quando avete voglia di scrivere e avete un’ispirazione… Ecco quel Festival è un toccasana per i cervelli addormentati. Purtroppo una volta tornati a casa la magia finisce, poi tutti a scuola. Ma lasciamo perdere quest’ultimo, penosissimo argomento.

Naturalmente non ero solo al Festival, ed essendo io troppo BBB ( bravo bello buono) per farvi leggere i miei appunti, vi farò leggere altri di persone “di mia conoscenza”. Per essere più chiari: appunti di mia sorella. Non voglio dilungarmi sui campi della camorra e altre cose del genere perchè mi mettono tanta tristezza, per cui inizierei da questo.

N.B Ciò che state per leggere sono solo appunti. Nulla che sia stato rimaneggiato da me, perchè sono un pigrone. Non lamentatevi per errori di tutti i tipi.

Grazia Livi e Chiara Ingrao: “Narrare è un destino”

Destino non è un inizio, è la conseguenza di un cammino che si indirizza da solo attraverso un’esigenza, scrivere per dire qualcosa oltre la mia stessa realtà è un bisogno, le parole sono una necessità all’essere donna oltre che scrittrice.

Quando il mondo esterno non crede in me ho un senso di rifiuto di me stessa e solo scrivendo posso tirare fuori tutte le parti di me.

Il punto più importante è quando puoi chiamarti scrittrice: c’è chi scrive libri e chi è scrittore;le tappe per diventere scrittrici sono complesse, ricche e sofferte , scrivere è serietà necessità e compulsione, l’uso della parola deve essere profondo ed essenziale, la ricerca della parola più pertinente al mio sentimento è la cosa più importante e speciale, bisogna compiere un lavoro serio sul linguaggio dei personaggi.

Ricordate una cosa, per scrivere è necessario vivere la vita in tutti i suoi aspetti, la quotidianità è preziosa per riversare la propria vita su un foglio e formare la propria identità. Non ha senso dire “non scrivere ti stai perdendo il mondo vero la fuori!” perchè scrivere è rivivere il proprio passato,sperare nel presente e cambiare il futuro!

Ispirevole no? Avevo la testa da un’altra parte durante questo incontro ma penso che questo sia un buon sunto. Se vi piace scrivere ci sono uno o due consigli per diventare come l’autrice. 😀

Ora ci sono appunti strizzacervelli di Massimo Galimberti. Forse sono un pò sconnessi ma vi posso assicurare che l’incontro è stato il più interessante dell’intero Festivaletteratura. Forse, se leggete bene, capirete qualcosa.

Umberto Galimberti e Massimo Cirri

Al giorno d’oggi più nessuno ascolta tutti parlano e si sfogano nella fretta della quotidianità e per farsi ascoltare bisogna pagare.

Per lo psicologo o psichiatra però la vita e i problemi delle persone diventano casi in una struttura, ognuno perde la sua soggettività come il dolore viene oggettivato dal medico in un male così anche gli individui vengono incasellati e dal quel momento non è più uno che ascolta un’altro.

La psicologia se ritenuta scienza perde soggettività e se la vuole non è più scienza inquanto non oggettiva e dunque è nato il compromesso: i farmaci che razionalizzano il tutto. La psicologia dovrebbe essere capacità di ascolto non preconfezionato, essa non è scienza è arte e come tale non tutti la possono praticare.

Il manicomio è reclusione e come tale è salvezza della società ma non recupero dell’individuo e, essendo che la follia è la nostra condizione e la ragione è isola nel mare dell’irrazionalità ciò in cui ci produciamo, il manicomio è la razionalizzazione della follia ma la salute è essere al mondo questi individui vengono scartati dalla società e condannati a perdere la salute e il mondo.

La comunicazione è importante e arricchisce e non sarà certo l’urlo dei leghisti a cambiare la storia! Essa è terapeutica perchè attenua la dimensione assolutistica della nostra visione del mondo e stempera gli apparati paranoici

Noi non siamo al mondo siamo nella descrizione del mondo e ora la sta facendo uno solo; per conoscere il mondo ci si chiude in casa a guardare la tv e non si va fuori nel mondo così si ha una regressione.

La paranoia è il bisogno di controllare tutto e quando qualcosa scappa di mano scatena vissuti persecutori, ma ciò che può dare vita al regime sono il pensiero unico e soprattutto il sentimento unico: oggi la tv insegna ai ragazzi come vivere le emozioni la paura, l’amore etc certe trasmissioni sono pericolose.

La nostra società non è più adatta alla comunicazione, noi siamo parti di apparati una società educata, tecnica, razionale scatena il collasso della comunicazione e la violenza specialmente tra i giovani che subiscono le influenze della società in cui vivono.

La comunicazione è la terapia:serve per diminuire il dolore e aprire i nostri orizzonti.

Molto sinceramente. All’inizio Galimberti mi sembrava pazzo, ma alla fine ho capita che stava traducendo in parole i miei pensieri e miei sentimenti! Il discorso della comunicazione, se seguito da lui e non dagli appunti è molto più interessante, ma potrete sentirlo al massimo l’anno prossimo. Se vi sono piaciuti almeno un pò i riassunti degli incontri posso postarvene altri, ma non so se sia il caso… Ho scelto questi perchè erano i più interessanti! Anche se vi parlerò forse più avanti di un evento chiamato “Dammi un incipit!” che sarebbe molto costruttivo per tutti.

Au revoir mon amis, non so più se si dice così dato che ora faccio tedesco 😀

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